MotoGP, Francesco Bagnaia può credere nel Mondiale, a patto che…Gli scenari delle ultime 6 gare

Se ci credevamo a -91, non possiamo che crederci a -30“. É il motto che sta accompagnando l’entusiasmante rimonta di Francesco Bagnaia in un Mondiale MotoGP che a metà giugno sembrava già concluso e che invece potrebbe regalarci un autunno rovente. Sognare l’iride si può, a patto che si verifichino determinate condizioni.

L’INERZIA É CAMBIATA 

É evidente come il vento sia girato. Fabio Quartararo aveva sfruttato al meglio i circuiti favorevoli di Montmelò e Sachsenring, facendo bottino pieno. Da quel momento in poi la Ducati, che da inizio anno va considerata senza giri di parole la miglior moto in circolazione, ha compiuto un ulteriore passo avanti in termini di sviluppo, come testimoniano le quattro vittorie consecutive collezionate da Bagnaia tra Assen, Silverstone, Red Bull Ring e Misano.

La Desmosedici GP 2022 non solo, come da tradizione, fa la differenza con la potenza debordante del motore sui rettilinei, ma è diventata un mezzo malleabile, che risponde bene alle regolazioni e consente una maneggevolezza straordinaria anche nelle curve più tortuose. In sintesi: ora la Ducati può vincere ovunque, anche su piste che in passato apparivano tabù (pensiamo ad esempio ad Assen).

La Yamaha, al contrario, da ormai qualche stagione non riesce a compiere evidenti passi avanti nelle prestazioni, come si lamentava spesso anche Valentino Rossi nella parte conclusiva della sua carriera. In questo momento è Quartararo a fare la differenza come pilota, perché la moto è due gradini sotto rispetto alla Ducati: il francese si sta rivelando un grandissimo campione, degno vincitore del titolo 2021.

FRANCESCO BAGNAIA PUÒ CREDERCI, A PATTO CHE…

61 punti recuperati in appena quattro gare sono tantissime. Quartararo paga la scivolata di Assen, con tanto di penalizzazione che lo ha costretto ad effettuare un long lap penalty nella successiva gara di Silverstone. Cionondiméno, Bagnaia è tornato padrone del proprio destino: vincendo gli ultimi sei GP in calendario, sarebbe campione del mondo, senza preoccuparsi dei piazzamenti del francese. Un mutamento di scenario non da poco.

Il centauro piemontese può farcela, ha tutto per continuare a rosicchiare punti al transalpino gara dopo gara. Ma dovrà correre con intelligenza. É vero che il trend è cambiato, che la Ducati ha la moto migliore, Quartararo inizia a sentire la pressione e tutto il resto: però i 30 punti di vantaggio li ha comunque ancora il francese. Non sono tanti, ma nemmeno pochi quando ne restano 150 punti da assegnare. Se Bagnaia arriverà sempre al traguardo, possibilmente sul podio (non servirà necessariamente vincere sempre), allora l’impresa potrebbe compiersi. Se però dovesse cadere anche solo una volta o accusare un problema tecnico, allora ogni chance verrebbe spazzata via all’istante. Per questo ogni gara andrà vissuta sul filo del rasoio, ricercando la perfezione, ma ragionando nei momenti più difficili (a volte è più saggio accontentarsi di un piazzamento che cadere nel tentativo di vincere). L’auspicio è che Bagnaia abbia fatto tesoro degli errori commessi in passato (in questo 2022 sono ben quattro i GP che non ha portato a termine per delle cadute, anche se in una delle quali fu incolpevolmente steso da Takaaki Nakagami) e sia maturato sul piano della gestione in corsa. Quartararo ha dimostrato di non perdonare la minima sbavatura.

ULTIME SEI PISTE: LO SCENARIO 

Sulla carta, delle ultime sei gare, non ce n’è una veramente favorevole a Quartararo come poteva ad esempio essere al Sachsenring. Il francese potrebbe difendersi bene a Motegi e Valencia, mentre quelle di Sepang, Phillip Island e Burinam sono piste di motore, che potrebbero esaltare la Ducati (e dunque anche i compagi di marca di Bagnaia, da considerare come i più preziosi alleati). Il prossimo GP ad Aragon, per il layout del circuito, sembra il più adatto per la Yamaha, tuttavia su quella pista Quartararo non è mai salito sul podio in MotoGP e nel 2021 trionfò Bagnaia. La sensazione è che proprio la prossima gara possa rappresentare una sorta di spartiacque in vista di una lunga trasferta extra-europea piena di incognite, perché in Giappone, Malesia ed Australia non si corre dal 2019, mentre in Thailandia non si è mai corso.

LA CLASSIFICA DEL MONDIALE MOTOGP

Foto: Valerio Origo

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